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giovedì 7 aprile 2011

Alla Scala trionfa Death in Venice - ANSA.it

Alla Scala trionfa Death in Venice (ANSA) - ROMA, 6 MAR - A quasi 40 anni dalla sua composizione 'Death in Venice', di Benjamin Britten, e' approdata alla Scala e ha strappato un trionfo. Nove i minuti di scoscianti applausi e una vera ovazione per il tenore John Graham Hall, che si e' rivelato un degnissimo sostituto di Ian Bostridge. Molto applauditi anche il giovane ballerino Alberto Terribile e il maestro britannico Edward Gardner. © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati E' il secondo mandato Onu per operazioni dopo quello missione Deputato Pid: no a dietrologie su mia nomina a ministro Quinto giorno di proteste nella citta' del sud del Paese Cia, rete idrica Italia e' un colabrodo, specie nel Mezzogiorno Capo Stato: Italia interviene su prescrizioni Carta Onu Preoccupati per confusione esecutivo, premier riferisca a Camere Latticini colorati alla mensa dei bambini Ma servono piu' incoming, al via iniziative per promuoverli Anche il Nasdaq cede lo 0,01% ''Lascero' solo dopo formazione di istituzioni democratiche'' Topnews Cronaca Politica Economia Mondo Calcio Sport Cultura Scienza Internet Spettacolo Cinema English

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domenica 3 aprile 2011

Teatro alla Scala: Morte a Venezia secondo Britten - AgoraVox Italia

Teatro alla Scala: Morte a Venezia secondo Britten

Credo che sia difficile per tutti separare il celebre romanzo di Thomas Mann dal film che Luchino Visconti ne ricavò a suo tempo, con un protagonista d’eccezione come Dirk Bogarde. Ma negli stessi anni in cui Visconti confezionava il suo capolavoro, un altro artista non meno importante, il compositore inglese Benjamin Britten, trasfigurava la sua malattia e i suoi ultimi giorni sulla Terra tramite le pagine di Mann, in una specie di immedesimazione musicale di cui lo spettacolo andato in scena al Teatro alla Scala restituisce tutti i colori, le intensità sonore e lo spirito visionario.

Morte a Venezia è, in effetti, un romanzo ricco di stati allucinatori, di visioni di bellezza perdute. Come notava di recente lo studioso Massimo Fusillo, tutti gli incontri di Aschenbach sono appuntamenti con i fantasmi, possiedono sempre qualcosa di inquietante che crea una distanza mortale: “Le figure incontrate da von Aschenbach sono accomunate da una serie di costanti: il volto perturbante, il carattere di estraneità, l’atteggiamento di dominio, verso il quale Aschenbach si abbandona a una passività masochistica” (da Il dio ibrido, edizione Il Mulino). E’ probabile che il carattere allucinatorio del romanzo di Mann abbia influenzato sia la musica di Britten che le coreografie (sì, c’è anche la danza) di Kim Brandstrup, perché l’impressione che si ricava dalla loro messa in scena sembra davvero dialogare in armonia perfetta con il lavoro registico di Visconti, a distanza di anni mai dimenticato, esaltando però i momenti- e non sono pochi- in cui la musica può rimandare all’altrove, all’infinito in un modo che soltanto l’acustica di un teatro e la scrittura musicale concepita per l’opera possono produrre…La coesione delle parti, così importante nell’arte, in questo caso mi sembra più efficace. Insomma, per quanto il famoso Adagio di Mahler (nel film di Visconti) sia pertinente ai temi trattati, alla psicologia dei personaggi, in particolar modo alle scene dove appare Tadzio, bisogna ammettere che Britten è andato molto vicino a una fusione perfetta con il testamento di Mann…Li ritroviamo insieme in un luogo sospeso ma reale, vivente, come il teatro dove il testo è il punto di partenza del lavoro del musicista, al di là delle esigenze espressive di una colonna sonora. Il teatro che fa un passo oltre il cinema? Strano ma possibile.

Per questa messa in scena non ci sono stati che commenti positivi, un po’ da tutte le parti, anche se la malattia del tenore, Ian Bostridge, annunciava qualche problema. Invece no, è stata un’ovazione generale, e credo che la regista Deborah Warner abbia di che essere fiera di questo suo parto scaligero, oltre che post viscontiano…Chissà, poterlo rivedere a Venezia, magari, non sarebbe male.


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mercoledì 23 marzo 2011

Scala: Deborah Warner, che bella scoperta - La Repubblica

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Chi è convinto che il teatro d’opera è una cosa vecchia bacucca, un genere polveroso e archeologico, avrebbe dovuto vedere uno spettacolo bello e moderno come Death in Venice di Benjamin Britten passato alla Scala fino a pochi giorni fa. Un’opera intensa, fedelissima all’originale letterario di Thoma Mann, musicalmente moderna (ma qui non voglio addentrarmi per non fare figuracce), ben diretta dal direttore Edward Gardner, ma soprattutto uno spettacolo intelligente, non convenzionale, giovane. A firmarlo è Deborah Warner, talento della scena inglese, regista 52enne, un avvio alla Royal Shakespeare Company, una lunga esperienza al National Theatre, una lunga relazione on l’attrice Fiona Shaw. Il suo è un linguaggio scenico rigoroso, elegante, nella linea del teatro di tradizione ma senza essere mai illustrativo. Bravissima nel creare con pochi segni, atmosfere, emozioni, poesia, Warner ha un vero talento nella direzione degli attori, qui lo straordinario protagonista, il tenore John Graham-Hall, e il coro. Merito alla Scala per aver fatto conoscere anche da noi un tale talento che ci piacerebbe vedere a teatro. Magari proprio in uno Shakespeare.

A proposito di belle cose che rischiamo di non vedere più per i tagli pesanti alla Cultura che il governo ha operato, si stanno diffondendo allarme e preoccupazioni in tutta Italia. Ma anche le proteste che si oppongono a quei tagli.
- Domani a Roma, davanti a Palazzo Montecitorio è il mondo della danza a scendere in piazza dalla 14.30.
- venerdì 5 si registra lo scopero generale di tutto il settore
- il 26-27-28 Agis, Federculture e altre associazioni organizzano tre gioni di rpoteste con iniziative varie che segnalerò nei prossimi giorni.

Tag:Britten, manifestazioni, opera lirica, proteste, Scala, sciopero, tagli del governo, Venezia

Scritto martedì, 22 marzo 2011 alle 01:06 nella categoria 1. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.


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