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giovedì 14 aprile 2011

Serie A2F, il punto sulle gare del week-end - Pallamano Italia - La pallamano sul web

Vendetta doveva essere e vendetta è stata. Nel big-match della quarta giornata di ritorno del campionato di serie A2 femminile, la Leonessa Brescia l’ha spuntata sul Dossobuono dopo una gara intensa e giocata a viso aperto dalle due squadre che si stanno contendendo la prima piazza nel campionato.

Davanti a tribune colme di tifosi con una numerosa e chiassosa rappresentanza lombarda, le squadre sono scese in campo con la consapevolezza dell’importanza del risultato e forse per questo nei primi minuti di gara, ben era evidente la tensione presente in campo. Parità assoluta (5-5) dopo i primi dieci minuti di gara, dopodiché primo break dell’incontro da parte delle ragazze di Lepoglavec che, sfruttando la forza fisica di Micsko e la velocità e l’agonismo di Gondola, con quattro reti consecutive si portavano sul 10-5 ma successivamente non riuscivano a mantenere tale vantaggio poiché oltre ai numerosi errori di mira dovuti a precipitazione e tensione, subivano la rimonta da parte delle bresciane che a 6’ dal termine della frazione si portavano sul 10-10 ed il risultato di parità si manteneva fino al termine della stessa con il punteggio di 13-13 grazie soprattutto alla giornata di grazia di Torriani.

Nel secondo tempo le squadre gettano sul campo cuore e volontà, fanno si che la gara rimanga in bilico fino alla fine e nonostante alcuni fischi arbitrali discutibili, come le tante esclusioni per le veronesi contro le zero delle lombarde, le ragazze veronesi vedono vicina la possibilità di portare a casa un risultato pesante che avrebbe consentito alle stesse di staccare le bresciane in classifica. Ma la Leonessa Brescia non si arrende così facilmente e grazie alle puntate offensive di Savoldi e compagne si porta a 8’dal termine sul +3; si attende la reazione delle veronesi ma queste riescono solamente a raggiungere il -1 grazie alle ultime forze fisiche e nervose di una Popescu come al solito trascinatrice della squadra a 3’dal termine ma da qui al suono della sirena tanto nervosismo, molti errori e niente più. La gara si conclude sul risultato finale di 24-26 con le ragazze bresciane che festeggiano sotto la tribuna dove si trovano i tifosi lombardi; dall’altra parte tanta amarezza per la prima sconfitta stagionale tra le mura amiche e molto nervosismo culminato con espulsione di Gondola.

“Abbiamo sbagliato troppo – queste le poche parole dell’allenatrice Lepoglavec – in alcuni momenti abbiamo difeso anche male e squadre come Brescia non ti perdonano nulla. Peccato.”

“Una gara intensa – commenta invece il presidente del Dossobuono – anche se abbiamo visto tanti errori da entrambe le parti dovuti soprattutto al fatto che le ragazze in campo erano consapevoli dell’importanza della partita. Non dobbiamo fare drammi, la sconfitta in gare di questo tipo ci sta ma è anche vero che dobbiamo limitare le distrazioni che abbiamo avuto stasera. Giriamo pagina e concentriamoci sulle prossime partite; mi aspetto la reazione positiva del gruppo e di tornare alla vittoria già dalla prossima trasferta di Casalgrande”.

DOSSOBUONO – PALLAMANO LEONESSA 24 – 26 (p.t. 13-13)
DOSSOBUONO: Ascari, Piergianni, Gianello, Finezzo, Bombana, Dalla Fontana, Piazzi 1, De Marchi, Micsko 9, Gerardo, Gondola 3, Signorini, Popescu 11. All. Lepoglavec
PALLAMANO LEONESSA: Antonelli 5, Bettinzoli, Diome 2, Galli 2, Prandini, Razio 2, Savoldi C. 2, Savoldi S. 8, Torriani 5, Pagatti, Blasi, Paganotti, Vicini. All. Baresi
Arbitri: Mosaner – Zancanella

Nona vittoria in campionato e terza di seguito per le gialloverdi che superano Casalgrande con un eloquente 36-25. Mestrino si presenta in campo conscio dalla posta in palio. Le due squadre si equivalgono ad inizio gara con Losco e Piasentini a rispondere ai gol della reggiana Di Fazzio (5-5 al 8'). Poi la difesa padovana, sorretta ottimamente da Rossato, Cappellaro e Losco, riesce a prendere le misure sul forte centrale del Casalgrande e piazza il primo allungo (8-5 all’11'). Il gioco veloce del Valle Autotrasporti continua a mietere vittime sul lato destro con Marinello che colpisce più volte (14-8 al 19'). A questo punto Casalgrande commette harakiri: dopo una esclusione di Di Fazzio, la stessa rientra prima del tempo e subisce una nuova esclusione lasciando le compagne in doppia inferiorità numerica. Mestrino ne approfitta e porta il vantaggio a 17-8 al 25'. Si va al riposo sul 18-10 con Casalgrande in affanno e troppo legato al gioco della stessa Di Fazzio.

Al rientro dagli spogliatoi Mestrino inserisce Fanton come risposta alla maggiore attenzione difensiva ospite. L’azzurrina risponde presente siglando 6 reti e servendo palloni al pivot Cappellaro (23-12 al 37'). Le reggiane commettono nuovamente ingenuità regolamentari (Di Fazzio squalificata per proteste al 42' e Fornari esclusa per aver disturbato la rimessa dal centro dopo il gol). Mestrino ha vita facile e fa ruotare tutta la panchina. Si tocca anche quota +14 (33-19 al 49') per poi chiudere la gara sul 36-25. Ottima gara dunque per le padovane che nel 16° turno di campionato osserveranno il turno di riposo per poi riprendere domenica 13/3 affrontando in casa il Taufers.

MESTRINO – CASALGRANDE PADANA 36 – 25 (p.t. 18-10)
MESTRINO: Bacelle, Moretti, Scarpel 2, Barbinato 1, Losco 8, Piasentini 3, Cazzola 1, Fabbris, Cappellaro 4, Zuin G. 1, Marinello 5, Paccagnella 3, Fanton 6, Rossato 2. All. Menin
CASALGRANDE PADANA: Manzini, Tabus, Di Fazzio 6, Cazzuoli C. 1, Cazzuoli S. 1, Fontana 4, Borghi 3, Bertolini, Guiducci 1, Giombetti 3, Ciamaroni 2, Cantergiani, Fornari 4, Neroni. All. Fiumicelli
Arbitri: Nguyen – Lembo

Nel derby tra le squadre altoatesine Schenna e Taufers a spuntarla sono le locali che alla fine del 60’ di gioco si impongono con lo strettissimo risultato di 22 – 21 raggiungendo così il Malo in sesta posizione.

Torna a vincere anche il Cassano Magnago che dopo la battuta d’arresto contro il Dossobuono nella scorsa partita ha sconfitto il fanalino di coda Mezzocorona con il risultato di 21-29.

Nel primo quarto d’ora le ospiti faticano a trovar la via del gol sull’attacco schierato mentre riescono ad andare a segno soprattutto in contropiede con un’ottima Bongiovanni e con un gol anche del portiere Dovesi al 10’. Sistemato l’attacco con Chiri e Cobianchi in alternanza a dirigere la squadra tutto va per il meglio e sul finire del primo tempo 3 gol consecutivi di Maimone portano in vantaggio le ospiti chiudendo la prima frazione sul 10-14.

Nella ripresa il Mezzocorona segna due gol in 13 minuti grazie all’ottima difesa lombarda che non lascia passare facilmente le trentine e che riparte in veloci contropiedi per andare a condurre sul +7 al 13'. Da qui in poi il Cassano effettua vari cambi, tutte le giocatrici più giovani scendono in campo incrementando il vantaggio a +11 (16-27) quando mancavano 7’ al termine della gara.

“Temevamo il Mezzocorona – commenta l’allenatrice Beltrame – perché sappiamo che quando giocano in casa sanno essere pericolose aiutate anche da Giannocaro, ma ci siamo difese bene e alla fine abbiam portato i 3 punti a casa. Ora ci prepariamo per la trasferta di sabato prossimo a Brescia dove ci attenderà la difficile sfida contro la Leonessa…che vinca la migliore!”.

METALLSIDER MEZZOCORONA – CASSANO MAGNAGO 21 – 29 (p.t. 10-14)
METALLSIDER MEZZOCORONA: Non pervenuti a PallamanoItalia
CASSANO MAGNAGO: Dovesi 1, Bongiovanni 6, Maimone 7, Cobianchi 5, Chiri 3, Dalla Costa 2, Di Cesare 2, Clerici 1, Brambilla 1, Lattuada 1, Rizzon, Cervellati, Bassanese, Parini. All. Beltrame
Arbitri: Bazzanella – Oliva

Troppo il divario tra le due formazioni in campo opitergino dove le ragazze di Prijic si sono imposte con il risultato finale di 23-32 giocando una partita tranquilla ma attenta con i soli errori dovuti forse al giorno e all’orario alquanto inconsueto per le ferraresi. Le locali, sicuramente in netta crescita rispetto all’inizio del campionato, cercano di rimanere in partita con le solite Balzano e Serafini ma le ospiti non si fanno intimorire e allungano il passo colpendo soprattutto in contropiede.

BLU ODERZO – ARIOSTO FERRARA 23 – 32 (p.t. 11-17)
BLU ODERZO: Non pervenuti a PallamanoItalia
ARIOSTO FERRARA: Gambera, Dobreva 9, Poderi 3, Brina 1, Ferroni 4, De Marchi, Pocaterra 1, Ruiba 1, Berlini 1, Benincasa 2, Soglietti 10. All. Prijic
Arbitri: Rossato – Dei Negri

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venerdì 8 aprile 2011

Italia 150/ Il giorno del tricolore in tutto il Paese - Libero News

Stampa questa notizia Invia questa notizia a un amico Nessun forum aperto Giovedi, 17 Marzo 2011 - 20:34
Gremiti gli spettacoli, affollati i musei, piene le strade e le piazze, anche a dispetto del maltempo e della pioggia battente che nella capitale, ad esempio, ? caduta quasi senza soluzione di continuit?.Da Torino a Napoli, da Milano a Firenze, spesso a dispetto della pioggia battente, la gente ? scesa in piazza nella notte e poi di nuovo oggi per tutta la giornata approfittando delle mille occasioni offerte dalla festa per i 150 anni dell'Unit? d'Italia. Con il tricolore dappertutto, alle finestre e sui portoni delle case, ma anche nell'abbigliamento, sui baveri di giacche e cappotti, sugli ombrelli, sui volti dei bambini, persino sulle carrozzine dei beb? e su una cabinovia di Passo del Tonale, in Val di Fassa. Certo non ? mancata qualche protesta come in Sardegna, dove il leader del movimento dei pastori sardi, Felice Floris ha dichiarato che 'non c'? niente da festeggiare? e a Lampedusa dove il sindaco Bernardino De Rubeis ha sottolineato la 'sofferenza degli operatori turistici dell'isola 'a causa della presenza di tremila immigrat?: ?L' Italia, che oggi dovrebbe essere unita - ha detto - non ci ? vicina, per questo tengo la bandiera a mezz'asta, in segno di protesta?. Monumenti e bandiere imbrattati di pittura rossa si sono visti a Napoli. E un tricolore di protesta ? comparso sulla torre di Marghera, in Veneto, dove da giorni protestano i lavoratori della Vinyls per la crisi dell'azienda. Nessuna rivendicazione politica, hanno voluto precisare gli operai. ?Vogliamo dire che l'Italia ? anche qui e che l'unit? ? democrazia?. E a Roma i festeggiamenti sono stati intristiti dal suicidio di un uomo, che si ? lanciato proprio dalla terrazza del Vittoriano affollato di gente. Oltre centotrentamila le persone a Roma tra piazze e musei, pi? di centomila a Torino. Grandissima folla di piazza, di notte e di giorno, a Firenze con i monumenti presi d'assalto. Mentre a Napoli, la grande notte bianca ospitata dal teatro san Carlo, con la danza di Roberto Bolle, ha fatto il tutto esaurito. A Milano a centinaia hanno voluto assistere questa mattina nella piazza del Duomo alla cerimonia dell'alzabandiera che ha dato il via alle celebrazioni. A Venezia la piazza San Marco, invasa da una leggera acqua alta, si ? riempita di veneziani e turisti per la cerimonia dell'alzabandiera con reparti dei lagunari, alpini e bersaglieri. Pieni di gente, un p? in tutta Italia, nella lunga notte tricolore, i musei statali, che hanno superato - stando ai primi dati raccolti dal ministero dei beni culturali- le 25 mila presenze. Il top a Firenze, dove la Galleria palatina di Palazzo pitti, che apriva gli appartamenti reali, ha raccolto addirittura 5mila persone. Ma ? andata molto bene anche agli Uffizi, che hanno avuto 3 mila visitatori, a Palazzo Barberini di Roma (3 mila), a Castel Sant'Angelo, sempre a Roma (2.900) a Palazzo Reale di Napoli (2mila), alle Gallerie dell'Accademia di Venezia (2.500) e a Palazzo Reale di Torino (2.700). Molto gettonati anche Brera a Milano (mille visitatori) e il museo nazionale di Cosenza (1500). Tricolori persino le stazioni ferroviarie con l'inno di Mameli diffuso all'unisono in 150 stazioni da Torino a Palermo, passando per Roma, mentre la frecciarossa tricolore ha iniziato il viaggio attraverso il Paese.
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cannibali Ispirata al pensiero di Claude Lévi-Strauss, fino al 15 maggio a La maison Rouge di Parigi una mostra spiazzante e provocatoria sull'antropofagia. Nell'era della clonazione, dei trapianti e dei mondi virtuali gli uomini "mangiano se stessi". IL VIDEOLe visioni divine di Caterina'" href="about:/culturaspettacoli/intervista_a_stefania_caterina180311.html">video ufo affari In una lunga intervista, Stefania Caterina (dal '94 consacrata laica), sceglie Affari per parlare delle rivelazioni divine che le "fanno compagnia" da quando era una bambina

E sulla differenza tra le sue visioni e gli avvistamenti ufo, spiega: "Non sono mai salita fisicamente a bordo di astronavi aliene, ma sono stata portata in spirito a visitare molti pianeti, e ho potuto rendermi conto delle condizioni di vita di tanti fratelli dell'universo. Nelle mie esperienze, gli abitanti di altri pianeti non sono mai definiti extraterrestri. Al contrario, mi sono stati mostrati e si sono presentati a me come fratelli, creati a immagine e somiglianza di Dio, redenti da Gesù Cristo". L'INTERVISTA

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Secondo posto "Amici Miei-come tutto ebbe inizio". Terza posizione per "Rango", quarta per "Dylan Dog - il film"...

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domenica 3 aprile 2011

Teatro alla Scala: Morte a Venezia secondo Britten - AgoraVox Italia

Teatro alla Scala: Morte a Venezia secondo Britten

Credo che sia difficile per tutti separare il celebre romanzo di Thomas Mann dal film che Luchino Visconti ne ricavò a suo tempo, con un protagonista d’eccezione come Dirk Bogarde. Ma negli stessi anni in cui Visconti confezionava il suo capolavoro, un altro artista non meno importante, il compositore inglese Benjamin Britten, trasfigurava la sua malattia e i suoi ultimi giorni sulla Terra tramite le pagine di Mann, in una specie di immedesimazione musicale di cui lo spettacolo andato in scena al Teatro alla Scala restituisce tutti i colori, le intensità sonore e lo spirito visionario.

Morte a Venezia è, in effetti, un romanzo ricco di stati allucinatori, di visioni di bellezza perdute. Come notava di recente lo studioso Massimo Fusillo, tutti gli incontri di Aschenbach sono appuntamenti con i fantasmi, possiedono sempre qualcosa di inquietante che crea una distanza mortale: “Le figure incontrate da von Aschenbach sono accomunate da una serie di costanti: il volto perturbante, il carattere di estraneità, l’atteggiamento di dominio, verso il quale Aschenbach si abbandona a una passività masochistica” (da Il dio ibrido, edizione Il Mulino). E’ probabile che il carattere allucinatorio del romanzo di Mann abbia influenzato sia la musica di Britten che le coreografie (sì, c’è anche la danza) di Kim Brandstrup, perché l’impressione che si ricava dalla loro messa in scena sembra davvero dialogare in armonia perfetta con il lavoro registico di Visconti, a distanza di anni mai dimenticato, esaltando però i momenti- e non sono pochi- in cui la musica può rimandare all’altrove, all’infinito in un modo che soltanto l’acustica di un teatro e la scrittura musicale concepita per l’opera possono produrre…La coesione delle parti, così importante nell’arte, in questo caso mi sembra più efficace. Insomma, per quanto il famoso Adagio di Mahler (nel film di Visconti) sia pertinente ai temi trattati, alla psicologia dei personaggi, in particolar modo alle scene dove appare Tadzio, bisogna ammettere che Britten è andato molto vicino a una fusione perfetta con il testamento di Mann…Li ritroviamo insieme in un luogo sospeso ma reale, vivente, come il teatro dove il testo è il punto di partenza del lavoro del musicista, al di là delle esigenze espressive di una colonna sonora. Il teatro che fa un passo oltre il cinema? Strano ma possibile.

Per questa messa in scena non ci sono stati che commenti positivi, un po’ da tutte le parti, anche se la malattia del tenore, Ian Bostridge, annunciava qualche problema. Invece no, è stata un’ovazione generale, e credo che la regista Deborah Warner abbia di che essere fiera di questo suo parto scaligero, oltre che post viscontiano…Chissà, poterlo rivedere a Venezia, magari, non sarebbe male.


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