mercoledì 27 aprile 2011

Baratto per bimbi in piazza a Mestre (VE), sabato 26 marzo - Corriere della Sera

21/03/2011

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Un'occasione sociale divertente, aggregante, a costo zero per genitori e bambini. A Mestre (VE), sabato 26 marzo dalle 14.30 alle 18, di scena in Piazzetta San Francesco il collaudato baratto per piccoli da 0 a 13 anni. Visto e considerato il meteo ballerino, in caso di pioggia la manifestazione sar? spostata al 2 aprile. Organizzato dal comitato Le Voci di Via Piave , lo swap ? aperto a chiunque voglia partecipare. Portando abbigliamento, accessori, giocattoli, libri dei pargoli in perenne crescita da scambiare con altrettanti. Oltre al mercatino tra privati, sono state predisposte attivit? ludico-educative e pro ambiente per tutti: il laboratorio per imparare a costruire giochi con la frutta secca e varie animazioni, su raccolta differenziata e risparmio dell'acqua. E ai bimbi verr? offerta la merenda.      

Info: tel. 3288623273 o info@levocidiviapiave.com

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martedì 26 aprile 2011

Unita' d'Italia: piovono Tricolori sulle citta', flashmob Cpi in ... - Libero-News.it


Roma, 17 mar. (Adnkronos) - Piovono tricolori sulle citta' italiane. Dal Nord al Sud oggi si sono visti volteggiare nei cieli del Belpaese migliaia di volantini verdi, bianchi e rossi lanciati dai tetti dei palazzi, dalle terrazze dei monumenti, dalle finestre delle fabbriche per festeggiare i 150 anni dell'Unita' d'Italia. Una 'pioggia' di bandierine con su scritto 'W l'Italia' che hanno invaso strade, piazze e scalinate grazie a un centinaio di flashmob organizzati da CasaPound Italia lungo tutta la penisola, dal Brennero alla Sicilia.


Sul fronte del volantino solo una scritta, 'W l'Italia', mentre sul retro Cpi dice la sua su cosa vuol dire essere italiani: ''Tu non sei una barzelletta, una ricetta, un monumento - si legge sul manifestino - Tu non sei 'l'arte di arrangiarsi' e il 'chi te lo fa fare'. Tu non sei una pizza o una gondola, come ti vorrebbero all'estero. Tu non sei le divisioni artificiose, i particolarismi, i menefreghismi. Tu non sei la tua mafia, la tua burocrazia, il tuo Vaticano. Tu non sei vile, inutile e corrotto come il tuo Parlamento. Tu non sei ruffiano, parolaio e banale come la tua tv. Tu non sei rapace e banditesco come le tue banche. Tu non sei narciso e vuoto come la tua classe intellettuale. Tu non sei arrendevole, pauroso, sottomesso come ti vorrebbero. Tu sei italiano. E hai una rivoluzione da fare''.


17/03/2011


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domenica 24 aprile 2011

Quando il giro in Ferrari costa 600.000 euro... - Motori.it

Quando il giro in Ferrari costa 600.000 euro...

Questo tipo di attività a Maranello e dintorni è piuttosto recente, ma ha riscosso immediatamente un grande successo, soprattutto tra gli stranieri. Stiamo parlando del noleggio di Ferrari (mediante aziende private) per un giro nella città dei motori per eccellenza. Un po' come il giro in gondola a Venezia.

Ma oltre alle polemiche dei residenti (che vedono le strade cittadine invase di fiammanti bolidi) e ai dubbi sulla sicurezza (i limiti di velocità stanno stretti...), il tour dell'Emilia in Ferrari può riservare delle brutte sorprese anche agli stessi clienti.

E' il caso di Alejandro Junco de la Vega, un ricchissimo uomo d'affari messicano che ha noleggiato una Ferrari 599 per dare un sapore più sportivo al suo viaggio in Italia: dopo essersi gustato un bel test drive fra i colli modenesi e bolognesi ed essersi fermato in qualche ristorante a soddisfare i piaceri della gola, l'uomo restituisce il gioiello del Cavallino Rampante e torna in Messico soddisfatto.

Ma qui viene il bello: arrivato il rendiconto della banca, De la Vega nota che il noleggiatore gli ha addebitato ben 800.000 dollari, pari a circa 600.000 euro, invece dei 7.000 euro concordati.

Immediata la denuncia all'ambasciata italiana, che giunge in videoconferenza alla polizia di Bologna, la quale si mette subito sulle tracce dell'imbroglione, un 41enne titolare dell'agenzia che noleggia auto di lusso. Avrebbe utilizzato i codici della carta di credito per simulare il noleggio di una schiera di auto di lusso di marca Ferrari, Lamborghini, Bentley e Aston Martin, che difficilmente una singola persona può noleggiare in pochi giorni.

Per il noleggiatore sono scattate subito le manette con l'accusa di indebito utilizzo di carte di credito, falsità in scrittura privata (per avere alterato il contratto di noleggio) e ricettazione. A piede libero la sua fidanzata e il fratello, accusato "solo" di ricettazione.

Gli accertamenti, ancora in corso, potrebbero fare luce su altre truffe effettuate in passato ai danni di appassionati italiani e stranieri che, magari per la piccola differenza tra prezzo pattuito e prezzo poi pagato, hanno lasciato perdere o non hanno fatto caso all'imbroglio.

di Andrea Barbieri Carones
26/02/2011


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sabato 23 aprile 2011

Venezia, ecco Korablin: 'Fidatevi di noi' - Calciomercato.com

Il Venezia calcio da oggi è ufficialmente 'russo'. E' stato infatti presentato ufficialmente il nuovo presidente Yuri Korablin, socio unico e ad della Venice Football Accademy srl.

"Molte volte mi hanno chiesto perché proprio il Venezia. Venezia ha una grande storia, così come la Russia, e ci teniamo a tenere alta la nostra reputazione per cui vorremmo che i veneziani si fidino".


MC

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giovedì 21 aprile 2011

Giappone, esami su trenta reduci Due ospedali per le radiazioni - Corriere della Sera

La centrale di Fukushima prima dei danni causati dal terremoto

La centrale di Fukushima prima dei danni causati dal terremoto

VENEZIA - Esame richiesto: controllo contaminazione nucleare. I veneziani di ritorno dalla catastrofe giapponese che si sono presentati di fronte alle porte bianche del reparto di Fisica sanitaria dell'ospedale dell'Angelo di Mestre, luned?, non sapevano bene che cosa fare. Hanno aspettato qualche ora e solo dopo un approfondito controllo del sangue, delle urine e della tiroide, la maggior parte dei quasi trenta pazienti, che in questi giorni hanno deciso di sottoporsi ai controlli sanitari, ha potuto tirare un sospiro di sollievo.

?I pazienti hanno presentato diversi livelli di contaminazione ma sono tutti nella norma e finora non ? stato ricoverato nessuno?, assicura il primario di Fisica sanitaria di Mestre Lanfranco Stea. Resta il fatto che il 118 ha messo a punto un protocollo di esami ematochimici per tutti quelli che ritornano da Tokyo e dintorni, per escludere ogni rischio. E la Regione ha indicato anche gli ospedali di Padova e di Castelfranco come punti di riferimento per gli eventuali esami. ?Finora sono state rilevate tracce di iodio 131 nelle urine di pochissime persone - minimizza il dottor Franco Bui, direttore di Medicina nucleare di Padova - ma sono quantit? non rilevanti e quindi non c'? alcun rischio per chi ? gi? tornato nei giorni scorsi?. Per chi invece ? rimasto in Giappone e torner? prossimamente, la faccenda potrebbe essere diversa, anche perch? proprio in questi giorni sono state rilevate tracce di radioattivit? nelle acque degli impianti idrici giapponesi. ?La questione ? molto diversa per quegli operatori che sono andati nei pressi della centrale di Fukushima a prestare soccorso o per ragioni professionali - continua Bui - in quel caso il livello di esposizione ? pi? alto e allora i controlli diventano obbligatori?.

Il tasso di radioattivit? nel sangue e nelle urine, infatti, cala nelle ore successive all'esposizione e, a sentire le aziende sanitarie venete, non ci sarebbero rischi per la salute. Anche sul fronte dell'ambiente e dei cibi finora importati dall'Asia non sono state rilevate tracce di radioattivit?, ma l'Arpav ha comunque avviato una serie di controlli a campione che dureranno anche nelle prossime settimane. Il pesce in scatola commercializzato nei supermercati e nei negozi di alimentari veneti infatti proviene dalle acque del Pacifico, sulle quali la centrale di Fukushima si affaccia. Anche dall'ospedale di Castelfranco gli operatori minimizzano la situazione, ricordando che il controllo di radioattivit? dovrebbe essere fatto prima di lasciare il Giappone dalle stesse autorit? nipponiche. ?A me non hanno fatto nessun controllo quando sono partita e nessuno mi ha chiesto nulla - confessa Michela Moccia, che da tre anni insegna inglese in una scuola di Kanagawa a circa trecento chilometri dal sito nucleare, tornata a Venezia da pochi giorni - quando sono arrivata a Venezia ho deciso di sottopormi agli esami spontaneamente?.

Tutto bene, per fortuna, ma Michela, che ha lasciato quasi tutte le sue cose nella sua casa in Giappone, spiega che ? stata proprio la paura della radioattivit? a farla tornare in Italia. ?Gi? dal primo giorno dopo il terremoto erano tutti tornati al lavoro come se non fosse successo nulla - continua Michela -ma quando ci siamo accorti che i colleghi francesi stavano assumendo delle pillole per la tiroide a scopo preventivo su consiglio della loro ambasciata, la faccenda ? cambiata?. A sentire Michela, infatti, gli speaker televisivi che fino ad ora hanno sempre invitato tutti a mantenere la calma e che hanno minimizzato tutta la vicenda, hanno iniziato a consigliare alla gente di uscire con la mascherina e di tenerla anche a casa a scopo preventivo. ?A un tratto ho avuto l'impressione che in Giappone abbiano iniziato a censurare le notizie - sottolinea Michela Moccia - quando sono arrivata all'aeroporto con venti ore di anticipo sul mio volo, la sala d'aspetto era veramente piena. La maggior parte erano stranieri, ma sono spuntati anche molti giapponesi con bambini piccoli e questo non ? un buon segno?.

Alessio Antonini
22 marzo 2011? RIPRODUZIONE RISERVATA

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mercoledì 20 aprile 2011

Death in Venice - Cinema su Persinsala

Suggestioni British per la trasposizione operistica di Der Tod in Venedig di Thomas Mann, firmata da Benjamin Britten, in scena alla Scala di Milano. John Graham-Hall da standing ovation.

L’opera lirica non è solo melodramma. Per quanto tale affermazione possa sembrare scontata, in realtà il pubblico nostrano è sempre un po’ restio ad abbandonare, per una sera, le arie ormai note, optando per un autore straniero e, per di più, contemporaneo (sebbene Benjamin Britten sia deceduto nel 1976). Se a tutto ciò ci aggiunge la scelta del compositore di privilegiare, per il tenore, il recitativo accompagnato dal pianoforte (un John Graham-Hall semplicemente perfetto nel ruolo di Gustav von Aschenbach) perché, attraverso i suoi lunghi monologhi, possa dispiegarsi appieno la materia filosofica (l’eterno conflitto tra razionalità e passione, ragionevolezza pura apollinea contrapposta al sentimento ebbro di sé dionisiaco) che il testo sottende; ebbene, ecco che la proposta della Scala può sembrare davvero ostica, soprattutto ai cultori del melò.

Peccato. Perché Death in Venice è, al contrario, un gioiello. Da ammirare, sapendo però che è doveroso dedicare attenzione a ciascuna sfaccettatura, prima di poterlo giudicare nel suo complesso.

Innanzi tutto, le scelte registiche dell’eccellente Deborah Warner, coadiuvata ottimamente, per le scene, da Tom Pye e, per i costumi, da Chloe Obolensky, e supportata dalle doti d’interprete di Graham-Hall. Il tenore infatti – sottoponendosi a un autentico tour de force attorale e canoro – si muove all’interno di una scenografia essenziale, raffinata, che restituisce appieno le atmosfere dell’epoca senza appesantire il palco con un’accozzaglia di orpelli e oggetti di scena. Al contrario, grazie al sapiente gioco di luci (di Jean Kalman) e colori, basta un uomo con in mano un bastone che finge di remare e Aschenbach, seduto, che si dondola lateralmente e si deterge la fronte con un fazzoletto, per ritrovarsi immersi nella torrida calura lagunare estiva. Le scene d’insieme e le esecuzioni corali, perfettamente orchestrate, sanno restituire con naturalezza la confusione delle calli affollate dai turisti, le bravate gaudenti dei giovinastri in viaggio per mare, il cicaleccio insulso delle conversazioni dei villeggianti – tratteggiate con fine ironia dal librettista, Myfanwy Piper.

Oltremodo pertinente anche la scelta di Britten di trasformare Tadzio nell’immagine stessa della bellezza, facendo interpretare questo ruolo – così delicato – a un danzatore che, per sua natura, non ha parola ma è movimento allo stato puro – in un spazio delimitato ma non limitante, grazie anche alla scelta coreografica e registica (rispettivamente, Kim Brandstrup e, ancora, Deborah Warner) di trasformare, a tratti, la danza in un teatro d’ombre, dove le silhouette di Tadzio e dei suoi compagni di giochi raggiungono un’autentica purezza estetica: quasi arabeschi tratteggiati su un foglio bianco (simili nell’essenziale bellezza e dissimili nella realtà oggettiva dai tratti coi quali lo scrittore si esprime sulla carta).

E ancora, il gusto tipicamente British ma perfettamente pertinente (dato che questa è Death in Venice di Benjamin Britten e non l’originale racconto di Mann né la trasposizione cinematografica di Luchino Visconti) che dona quel tocco inconfondibile (un po’ alla Edward Morgan Forster) fatto di soffici mussoline; rimandi alle disquisizioni in stile Oxbridge, da Socrate all’amore platonico tra maestro e discepolo; turisti in stile Baedeker; e, per sfondo, quell’Italia mediterranea, torrida, malsana, cenciosa e sublime di tanta letteratura inglese (e non solo).

Spettacolo assolutamente imperdibile con l’avvertenza di non aspettarsi arie orecchiabili o rime prevedibili. Qui il cuore non fa rima con amore.

Unici appunti a una serata perfetta: la mancanza di educazione del pubblico milanese, ormai avvezzo ad andarsene a scena aperta, mentre gli artisti stanno ancora ringraziando per lo scroscio di applausi più che meritati. E, secondo, la presenza di pochi giovani. La Scala è un patrimonio di noi tutti e la sua direzione sta facendo notevoli sforzi (soprattutto in questi tempi di tagli al Fus) per offrire spettacoli imponenti come questo anche al modico prezzo di 12 Euro. Difendiamo il nostro teatro lirico nell’unico modo in cui possiamo farlo: frequentandolo. Forse scopriremo che l’opera non è un genere per pochi o per anziani borghesi, né si esaurisce nel melodramma ottocentesco.

Lo spettacolo continua:
Teatro alla Scala
Piazza della Scala – Milano
(Biglietteria: via dei Filodrammatici 2)
fino a sabato 19 marzo, ore 20.00
(biglietti da 12 a 187 Euro)
Death in Venice
(Nuovo allestimento)
di Benjamin Britten
libretto di Myfanwy Piper
basato sul racconto Der Tod in Venedig (La morte a Venezia, 1912) di Thomas Mann

Direzione:
direttore Edward Gardner
regia Deborah Warner
scene Tom Pye
costumi Chloe Obolensky
coreografia Kim Brandstrup
luci Jean Kalman

Personaggi e interpreti:
Gustav von Aschenbach, il romanziere: John Graham-Hall
Il viaggiatore/Il bellimbusto attempato/La voce di Dioniso: Peter Coleman-Wright
La voce di Apollo: Iestyn Davies
La madre di Tadzio: Anja Grubic
Tadzio: Alberto Terribile
Le sorelle di Tadzio: Camilla Esposito e Arianna Spagnuolo
La governante: Marinella Crespi
Jaschiu, l’amico di Tadzio: Jacopo Giarda
Il facchino dell’albergo: Peter Van Hulle
La venditrice di fragole: Anna Dennis
La guida turistica: Charles Johnston
I suonatori ambulanti: Anna Dennis e Donal Byrne
L’impiegato inglese all’agenzia di viaggio: Jonathan Gunthorpe
Il vetraio: Richard Edgar-Wilson
La merlettaia: Constance Novis
La mendicante: Madeleine Shaw
Il cameriere del ristorante: Benoit De Leersnyder


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lunedì 18 aprile 2011

Domenica ecologica e pugno di ferro dei vigili: a Mestre staccate ... - Il Gazzettino

I vigili urbani di Mestre (PhotoJournalists)

VENEZIA - Un'altra domenica ecologica in funzione anti-smog oggi in alcune citt? del Veneto: a Padova, Mestre e Vicenza, con orari e modalit? di diverse - solo 4 ore ad esempio, dalle 14 alle 18, lo stop a Padova - le amministrazioni comunali hanno disposto il fermo di auto e moto per aiutare a ripulire l'aria dai gas dei tubi di scappamento. La bella giornata di sole sul Veneto ha favorito le passeggiate e le uscite in bicicletta, ed anche la voglia di corre, come nella citt? del Palladio dove ? andata in scena la "StraVicenza".


Linea dura della polizia municipale a Mestre, dove i vigili hanno sottoposto a controllo 389 veicoli, staccando complessivamente 137 sanzioni per mancato rispetto dell'ordinanza anti-traffico.

Domenica 20 Marzo 2011 - 20:22    Francesco


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